Newsletter agosto 2005
1/08/05
Il Sud Corea si protegge dalla contaminazione degli alimenti.
Fonte: Genet.
Il governo sudcoreano ha annunciato per il prossimo anno l’introduzione di un sistema di rintracciabilità da applicare a tutti i prodotti agricoli in maniera da monitorare adeguatamente tutti gli alimenti nelle varie fasi di produzione. Lo scopo ultimo del progetto è quello di fornire ai consumatori precise informazioni sui cibi che acquistano. Il sitema di monitoraggio verrà applicato ad alimenti base tra cui riso, frutta e verdura e contribuirà ad incrementare la fiducia dei consumatori nei produttori locali, che prestano sempre maggiore attenzione a pratiche agricole sostenibili.
2/08/05
La Monsanto richiede il brevetto su una nuova invenzione: il maiale!
Fonte: Greenpeace.
Greenpeace è venuta in possesso di prove agghiaccianti della richiesta della Monsanto di un brevetto sui suini. La richiesta era stata presentata lo scorso febbraio a Ginevra durante il meeting del WIPO, l’Organizzazione Mondiale dei Brevetti. Christoph Then, un attivista di Greenpeace che si occupa, tra l’altro di analizzare i brevetti, ha scoperto che la multinazionale vuole brevettare non solo i sistemi di allevamento ma anche i maiali da allevamento e tutti gli esemplari così generati. Il brevetto avrebbe valore in più di 160 paesi tra cui l’Europa, la Federazione Russa, l’Asia (India, Cina e Filippine) l’America (USA, Brasile e Messico), l’Australia e la Nuova Zelanda. Nella richiesta la Monsanto descrive sistemi assai generici di allevamento basati su incroci tra varie specie attraverso il ricorso all’inseminazione artificiale e ad altri metodi già ampiamente in uso. L’ “invenzione” da brevettare non è nient’altro che una particolare combinazione di queste tecniche allo scopo di accelerare i cicli di allevamento ed isolare specifici tratti genetici per fare dei suini più interessanti fonti di profitto.
2/08/05
Nelle Hawaii i cittadini fanno causa al Ministero dell’Agricoltura.
Fonte: EarthJustice, USA.
Nelle Hawaii due associazioni per la protezione dei cittadini, sostenuti dagli ambientalisti di Earthjustice, hanno fatto causa al Ministero dell’Agricoltura per avere approvato la produzione di ogm nel paese. L’autorizzazione riguarda nello specifico l’importazione e la coltivazione di sette varietà di alghe della Mera Pharmaceutical geneticamente modificate per la produzione di farmaci non ancora approvati.
3/08/05
In Cina trovato riso gm illegale.
Fonte: Greenpeace.
Greenpeace ha scoperto la presenza di riso gm illegale in un supermercato della catena Carrefour nella cittadina di Wuhan, la capitale della provincia cinese di Hubei. Greenpeace ha chiesto che il supermercato ritiri il prodotto dagli scaffali ed eviti di commercializzare riso proveniente da Hubei e che il governo ne interrompa la coltivazione e lo elimini dalla catena alimentare. La Cina non ha infatti autorizzato la commercializzazione di alcuna verietà di riso gm per cui il prodotto trovato sui mercati è illegale e non e stato sufficientemente testato per i potenziali rischi per l’uomo e per l’ambiente.
3/08/05
Prodotto il primo clone di cane.
Fonte: Reuters, di Jon Herskovitz.
Gli scienziati dell’Università Nazionale di Seoul hanno annunciato la creazione del primo clone di cane. Snuppy, questo il nome dato al clone, è un maschio di 530 grammi nato con parto cesareo lo scorso 24 aprile dopo una normale gravidanza di una cagna di razza Labrador che ha fatto da “madre surrogato”. Da oltre mille embrioni ricostruiti e trasferiti in 123 madri surrogato solo due cani sono stati generati, con una percentuale di efficacia della tecnica di un mero 1,6%. Pecore, topi, mucche, capre, maiali, conigli, gatti, un mulo e un cavallo sono tutti stati clonati con lo stesso metodo. Gli scienziati coreani hanno affermato che il progetto riguarda la produzione non di animali domestici ma di cavie da laboratorio.
5/08/05
India: il cotone biologico superiore a quello Bt.
Fonte: The Institute of Science in Society, Gran Bretagna, di Rhea Gala.
Il cotone biologico è un prodotto a basso impatto ambientale che presenta vantaggi non solo per la salute dell’uomo ma anche per l’economia, esso isomma supera di gran lunga tutte le varietà di cotone transgenico. Queste le conclusioni di una ricerca compiuta dal Centro per l’Agricoltura Sostenibile nella provincia indiana di Andhra Pradesh. Ben il 32.5% dei coltivatori di cotone Bt ha notato una maggiore incidenza dei parassiti sulle proprie piante mentre solo il 4.1% dei coltivatori di prodotto biologico ha notato il verificarsi dello stesso fenomeno. La ricerca mette in serio dubbio l’efficacia del cotone Bt nel controllo dei parassiti. Al contrario, l’efficacia dei pesticidi o/e dei predatori naturali è notevole e nettamente superiore. Proprio a seguito dello studio, una lobby per la salvaguardia dell’agricoltura, ha chiesto che sia avviata un’inchiesta sul perchè il goveno continui a distribuire il prodotto nonostante sia perfettamente a conoscenza della sua svantaggiosa performance.
5/08/05
Il CTNBio sotto accusa.
Fonte: Genet.
Negli USA, il Federal Prosecuting Counsel, nella persona dell’avvocato Ana Paula Mantovani, sta progettando di fare causa al CTNBio, la Commissione Tecnica sulla Biosicurezza, per aver approvato la commercializzazione di tutto il cotone contenente fino all’1% di materiale transgenico. Secondo l’accusa la decisione è illegale in quanto, durante il processo di approvazione, non si è tenuto conto dei rischi per la sicurezza alimentare, la salute umana e l’ambiente. La Mantovani ha aggiunto che la decisione è stata inoltre presa senza l’approvazione dei due terzi dei diciotto membri che compongono il CTNBio, come stabilito dalla legge federale
8/08/05
Gli ogm contaminano l’Australia.
Fonte: Network of Concerned Farmers, Australia.
A seguito di test effettuati su campioni di colza, l’associazione Network of Concerned Farmers ha esibito le prove dell’avvenuta contaminazione da parte di ogm nello stato del West Australia. Nello specifico, il prodotto rintracciato è la varietà Topas della Bayer, lo stesso recentemente trovato nello stato del Victoria.
8/08/05
La Commissione Europea autorizza l’importazione del MON 863.
Fonte: Genet.
La Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione del mais gm della Monsanto MON 863, per le importazioni e per l’utilizzo nella produzione dei mangimi, ma non negli alimenti destinati al consumo umano. La direttiva, che rimarrà in vigore per dieci anni, non autorizza tuttavia la coltivazione del prodotto. Amici Della Terra ha fortemente condannato la decisione che, ancora una volta, si fa beffe delle preoccupazioni dei cittadini europei sui rischi del MON 863 per l’uomo e per l’ambiente.
8/08/05
In Giappone compiuta ricerca sulla contaminazione da colza gm.
Fonte: Genet.
I cittadini di diverse province del Giappone hanno preso parte alla prima inchiesta a carattere nazionale sulla proliferazione della colza gm nel paese. In ben 23 province, in 1.169 punti di ispezione sono stati raccolti campioni di prodotto. Di questi, 153 sono risultati positivi ai test preliminari per il rilevamento di materiale transgenico; nel corso di test più approfonditi 14 campioni sono stati definiti ogm. I semi di colza gm provengono evidentemente da perdite nei porti e nelle fabbriche di olio, durante le procedure di carico e scarico e durante il trasporto.
10/08/05
Multinazionale americana forza la Germania a coltivare ogm.
Fonte: Deutsche Welle, Germania.
La Monsanto e la Pioneer hanno dichiarato di voler ricorrere alle vie legali per costringere la Germania ad approvare la coltivazione delle proprie varietà di granturco gm.
11/08/05
Nuova ricerca sul mais gm in Messico.
Fonte: ETC Group, Canada.
Le multinazionali del gene si stanno avvalendo di una recente ricerca secondo cui in Messico non ci sarebbe prova della contaminazione da mais gm per cercare di convincere l’opinione pubblica del fatto che non è mai esistito alcun rischio per il prodotto indigeno convenzionale. Alcuni agricoltori dell’ UNOSJO – l’Unione delle Organizzazioni della Sierra Juarez di Oaxaca - hanno raccolto campioni in tre delle diciotto comunità esaminate dalla ricerca e i loro risultati combaciano perfettamente con quelli dello studio. Tuttavia, non c’è affatto da essere sorpresi in quanto l’area geografica in questione è piccola e le diciotto comunità sono principalmente coltivate a foreste, il che significa che la coltivazione di mais non è per nulla rilevante. Nella ricerca non si fa riferimento a nessua delle altre aree del Messico in cui la contaminazione è stata rilevata, tuttavia le multinazionali stanno già gridando ai quattro venti che in tutto lo stato di Oaxaca e, perchè no? in tutte le regioni meridionali del paese, non esiste, nè è mai esistito, alcun fenomeno di contaminazione. Superfluo aggiungere che la responsabile della ricerca è la signora Barbara Schaal, impiegata al laboratorio della Monsanto presso l’Università di Washington. Peter Rosset, docente di statistica, ha confermato che la ricerca è inconcludente: in essa gli scienziati non hanno fornito una descrizione dettagliata della metodologia applicata, al contrario hanno gonfiato le misure dei campioni per dare alle proprie analisi apparente accuratezza e precisione. Inoltre, dal momento che si sono affidati a società che utilizzano test antiquati e a bassa risoluzione, è altamente improbabile che abbiano potuto rilevare la contaminazione di basso livello ma ampio raggio che gli altri studiosi hanno invece così abbondantemente riscontrato.
11/08/05
In Cina trovato riso gm illegale.
Fonte: Reuters.
GeneScan, un’organizzazione che testa gli alimenti allo scopo di rintracciare la presenza di materiale transgenico, ha rilevato tracce di riso Bt in campioni prelevati nella località cinese di Wuhan e nella provincia di Guangdong. È così stato appurato che il rischio di contaminazione del mercato cinese di riso è altissimo. I risultati delle analisi di GeneScan confermano quanto Greenpeace aveva già affermanto all’inizio dell’anno quando alcuni attivisti trovarono riso e semi di riso contementi il gene del Bacillus thuringiensis perfettamente sui mercati locali.
11/08/05
La Syngenta sempre più vicina a “possere” il nostro cibo.
Fonte: Greenpeace.
La Syngenta ha compiuto un passo gigante verso l’acquisizione di un’enorme varietà di sementi. La multinazionale ha infatti inoltrato la richiesta di ben quindici brevetti su molte migliaia di sequenze geniche del riso e di altri alimenti base. In termini pratici ciò significa che l’azienda avrebbe il diritto di stabilire il prezzo, l’accessibilità, la ricerca e il riutilizzo delle sementi di tali prodotti. In una e-mail inviata alle ONG Adrian Dubock, direttore della sezione di biotecnologie della Syngenta, ha ribadito che la richiesta dei brevetti è qualcosa su cui la società non può fare passi indietro in quanto gli azionisti non sarebbero affatto contenti se tale lucrativa possibilità non venisse sfruttata a pieno. E tuttavia la multinazionale continua ad affermare che le biotecnologie al momento non suscitano nessun interesse commerciale! L’email di Dubock conferma senza alcuna ombra di dubbio che al contrario le implicazioni di natura finanziaria di tale progetto cosiddetto “umanitario” sono altissime. Esso si basa sull’intenzione chiarissima di ingannare il pubblico dal momento che lo scopo principale è quello di far arricchire gli azionisti e non di aitutare le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
17/08/05
Test rivelano contaminazione di soia, non mais.
Fonte: Genet.
In Nuova Zelanda, i risultati di una recente inchiesta compiuta dal Ministero delle Foreste e dell’Agricoltura in collaborazione con l’Autorità per la Sicurezza Alimentare sul ritrovamento di materiale transgenico in un carico di mais hanno appurato che l’origine della contaminazione è da attribuirsi ad un carico di soia. La soia contaminata era stata temporaneamente conservata in un silos precedentemente utilizzato per il mais.
17/08/05
Tolleranza zero sugli ogm in Nuova Zelanda.
Fonte: Genet.
Il 79% dei cittadini neozelandesi ha dichiarato di sostenere l’attuale politica di tolleranza zero alla contaminazione causata dagli ogm importati. Il sondaggio, condotto per conto dell’Associazione per l’Agricoltura Sostenibile, ha dunque appurato che l’opinione pubblica rispecchia perfettamente il parere degli esportatori i cui mercati pretendono prodotti strettamente non-gm.
23/08/05
In Giappone trovato nono carico di mais contaminato.
Fonte: Reuters.
Il Ministero dell’Agricoltura giapponese ha dichiarato di avere scoperto un altro carico di mais gm proveniente dagli USA risultato positivo alla contaminazione da granturco BT. L’azienda importatrice, il cui nome non è stato reso pubblico, ha ricevuto l’ordine di distruggere il carico o di rispedirlo agli USA. Il carico contaminato era arrivato nel porto di Shibushi il primo agosto. Dall’approvazione della legge sulla testatura obbligatoria delle forniture americane avvenuta lo scorso 23 maggio questa è la nona volta che viene riscontrata la presenza di prodotto contaminato.
25/8/05
In Irlanda i latticini a rischio di contaminazione da ogm.
Fonte: Genet.
Sinn Fein ha esortato le aziende agricole ad opporsi categoricamente all’introduzione di mangimi a base di ogm sottolineando il preoccupante effetto che questi potrebbero avere sulla qualità del latte e sulle probabili reazioni negative dei consumatori. Sinn Fein ha anche promesso che si attiverà affinchè le lacune ancora presenti nelle procedure di autorizzazione degli ogm vengano risolte una volta per tutte. 30/08/05
Il grano gm della Monsanto continua a preoccupare.
Fonte: Reuters, di Carey Gillam.
La coltivazione di grano gm della Monsanto potrebbe determinare perdite economiche fino a oltre cento milioni di dollari. Uno studio recentemente pubblicato dalla WORC, un’associazione che rappresenta i coltivatori di Colorado, Idaho, Montana, Nord Dakota, Oregon, Sud Dakota, e Wyoming, ha dimostrato che il grano transgenico è un nuovo frutto della biotecnologia di cui non c’è affatto bisogno. L’introduzione del prodotto Roundup Ready determinerebbe infatti un netto aumento dei costi delle sementi e degli erbicidi e una conseguente svalutazione dei prezzi del prodotto finito. Anche quegli agricoltori che decidessero di non seminare il grano della Monsanto si troverebbero a dover affrontare di colpo rendite basse e costi di produzione nettamente superiori a quelli attuali.
31/08/05
La Commissione Europea autorizza le importazioni di nuova colza gm.
Fonte: Reuters.
La Commissione Europea ha autorizzato l’importazione della nuova colza gm GT73 della Monsanto.La delibera sarà valida per dieci anni. Greenpeace ha immediatamente chiesto la revoca del provvedimento e la revisione delle procedure di autorizzazione di tutti gli ogm.
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