Comunicato
EQUIVITA 09/03/11
FERMARE
I BREVETTI SULLA MATERIA VIVENTE
sottoscrivendo
la lettera aperta al Parlamento Europeo e alla Commissione
Europea promossa dalla Coalizione "No Patents on Seeds"!
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Oggi,
con i brevetti, il controllo del mercato alimentare è
sempre più saldo in un numero di mani sempre più
ridotto: è questa la prima causa della fame nel mondo
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L'Ufficio Europeo
dei Brevetti (EPO) di Monaco è pronto a concedere nuovi
brevetti su sementi, piante e alimenti ottenuti mediante riproduzione
tradizionale. Lo dimostra una recente ricerca commissionata
dalla coalizione “No Patents on Seeds” (“No
ai Brevetti sulle Sementi”), fondata da organizzazioni
della Germania, della Svizzera e della Norvegia. Infatti,
a gennaio del 2011 la “Divisione esame” dell’EPO
ha comunicato alla società sementiera “Seminis”
che non esistono sostanziali obiezioni alla sua richiesta
di brevetto sui pomodori riprodotti in modo tradizionale (EP1026942),
per i quali la Seminis ha in precedenza presentato domanda
di brevetto.
L'EPO ha inviato riscontri dello stesso tenore anche ad altri
richiedenti.
“No Patents on Seeds” : "Se non fermiamo
questa tendenza, entro qualche anno le sementi non coperte
da brevetto potrebbero scomparire completamente dal mercato.
Multinazionali come Monsanto, Syngenta e Dupont saranno allora
in condizione di decidere che piante si debbano coltivare,
quale cibo debba essere venduto in Europa e a quale prezzo",
ha detto uno dei portavoce della coalizione (1).
A dicembre del 2010 l’EPO si è infine pronunciato
su di un caso che era stato scelto come “ caso giuridico”
e che riguardava dei brevetti concessi su broccolo e pomodori,
stabilendo che in linea generale i normali processi di riproduzione
non possano essere brevettati. Una decisione finale e completa
sul caso broccolo- pomodori è ancora attesa per le
prossime settimane.
Tuttavia una recente ricerca effettuata da “No Patents
on Seeds” ha evidenziato che l’EPO continua a
concedere brevetti su piante, animali e sementi riprodotti
con processi tradizionali, come pure su alimenti da questi
derivati. Ciò fa pensare che resteranno liberi da brevetto
solo i processi riproduttivi.
“Il Comitato Scientifico EQUIVITA si
appella affinché venga modificata la politica dell’EPO,
Ufficio Europeo dei Brevetti, che con la sua pratica corrente
erode il divieto di brevettazione oggi esistente per gli organismi
viventi riprodotti in modo tradizionale” (vedi Convenzione
Europea dei Brevetti), dice Fabrizia Pratesi, coordinatrice
del Comitato Scientifico EQUIVITA, aderente alla coalizione
“No Patents on Seeds”.
L'EPO continua a favorire gli interessi delle aziende, applicando
ancora una volta la politica adottata nel 1999 quando iniziò
a rilasciare i brevetti sugli Ogm, e non rispettando la Convenzione
Europea dei Brevetti, che era preposto ad applicare.
In tal modo il controllo della produzione alimentare
si concentra sempre più in poche mani, o pochi
monopoli, recando ai Paesi poveri quel danno gravissimo che
è la mancanza di cibo. La fame nel mondo oggi non è
dovuta a carenza di produzione (lo dichiara da tempo la FAO),
ma all’uso monopolistico e alla conseguente cattiva
distribuzione della stessa. I paesi poveri, dopo essere stati
già colpiti dall’aumento dei costi di produzione,
dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità
(causata dell’agricoltura intensiva, specie se Ogm)
e da altri fattori ancora, vengono privati sempre
più della loro sovranità alimentare e della
loro agricoltura di sussistenza.
Il Governo tedesco e i deputati del Parlamento tedesco di
ogni orientamento hanno di recente condannato i brevetti su
piante e animali. Critiche sono state mosse anche dagli allevatori
di Olanda e Germania e da molte organizzazioni di agricoltori
di tutto il mondo.
Comitato Scientifico EQUIVITA
Sito: www.equivita.org <http://www.equivita.org> Email:
equivita@equivita.it
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
(1) Secondo la recente ricerca condotta da
Ruth Tippe di “Kein Patent auf Leben!” (“No
ai brevetti sulla vita!) nel corso del 2010 sono state depositate
presso l'EPO almeno 250 richieste di brevetto su piante geneticamente
modificate. Sono state inoltre identificate altre 100 richieste
di brevetto riguardanti piante riprodotte in modo tradizionale.
Sono proprio queste ultime richieste quelle presentate in
numero sempre crescente, soprattutto da parte della Monsanto,
della Syngenta e della Dupont. All’EPO sono stati richiesti
anche circa 25 brevetti riguardanti la riproduzione di animali.
Nel 2010, inoltre, l’EPO ha concesso circa 200 brevetti
su sementi, geneticamente manipolate o meno.
PER SOSTENERE “NO PATENTS ON SEEDS”:
SOTTOSCRIVETE LA LETTERA APERTA qui di seguito riportata.
La lettera sarà inviata al Parlamento Europeo e alla
Commissione Europea.
Il fine della campagna che oggi ha inizio con questa raccolta
di firme è di ottenere una MODIFICA
NELLA LEGGE BREVETTUALE EUROPEA
Lettera aperta
ai Membri del Parlamento Europeo e alla Commissione Europea
Fermiamo i brevetti su piante e animali!
No ai brevetti sulle piante, sugli animali, sul materiale
genetico,
sui processi riproduttivi e sui cibi che da essi vengono ricavati
Gentile Onorevole,
ci rivolgiamo a Lei per portare alla Sua attenzione i problemi
causati dalla legge brevettuale dell’Unione
europea. Ci preoccupano, in particolare, dei brevetti
concessi sul materiale genetico, sulle piante e sugli animali,
sui processi usati per la riproduzione di piante e animali,
così come sugli alimenti che da questi si ricavano.
Siamo preoccupati per l’impatto dei brevetti sugli agricoltori,
gli allevatori e i consumatori; sull’innovazione e la
biodiversità.
Il Parlamento europeo ha adottato una Direttiva sulla brevettabilità
degli organismi geneticamente modificati (“Direttiva
98/44/CE “sulla protezione giuridica delle invenzioni
biotecnologiche”). Tale direttiva è stata integrata
nel quadro normativo dell’Ufficio Europeo dei Brevetti
(EPO) nel 1999 e da allora sono stati concessi circa 900 brevetti
su animali e 1.800 i brevetti su piante. Diverse migliaia
di brevetti, inoltre, sono ancora in fase di esame.
Dieci anni di brevetti rilasciati su piante e animali dimostrano
che non possiamo ignorare i danni causati dalla Direttiva
98/44.
I brevetti hanno dimostrato di:
*bloccare l’innovazione in quanto gli
agricoltori non possono più liberamente usare, per
la riproduzione, materiale genetico, piante o animali brevettati;
*essere causa primaria dei monopoli, ovvero
della concentrazione che ha investito il mercato delle sementi,
ha distrutto la competizione e ha estromesso le piccole e
medie imprese;
*avere fatto aumentare i prezzi per gli agricoltori,
avere ridotto le possibilità di scelta per i consumatori
*avere danneggiato la biodiversità agricola,
preziosa per la nostra sicurezza alimentare.
Nell’attuale quadro normativo riguardante la brevettabilità
sono vistosamente assenti divieti chiari ed efficaci. I divieti
attuali, riguardanti piante e animali, possono essere facilmente
aggirati, come dimostrano molte decisioni prese dall’EPO.
Ad esempio, i brevetti sulle sequenze geniche e sui processi
di riproduzione vengono facilmente estesi alle varietà
di piante e alle specie animali.
Ci preoccupa in modo particolare che l’Ufficio Europeo
dei Brevetti sia giunto a rilasciare brevetti
- in numero sempre crescente - anche su piante e animali
convenzionali (che non hanno subito modifiche genetiche).
Questa evoluzione è particolarmente allarmante in quanto
crea un precedente. Fino a poco tempo fa, infatti, le piante
riprodotte senza uso di modifiche genetiche non erano brevettabili.
In molti casi, inoltre, i nuovi brevetti coprono l’intera
filiera di produzione alimentare o agricola. Perfino
poco dopo la sentenza sul “caso giuridico del Broccolo”,
che ha escluso i brevetti sui processi per la riproduzione
convenzionale di piante e animali (G2/07 e G1/08), l’EPO
ha ripreso, nel gennaio 2011, a concedere brevetti su sementi,
piante e alimenti ottenuti con la riproduzione convenzionale.
Questi brevetti creano nuovi vincoli di dipendenza
per gli agricoltori, gli allevatori e i produttori di cibo.
Ciò deve essere considerato come appropriazione indebita
delle risorse basilari per la produzione agricola e alimentare
e, in maniera più generale, una violazione della legge
brevettuale.
Gli agricoltori vedono anche la necessità di mettere
in atto strategie per la conservazione delle sementi e per
il rispetto del loro mercato informale, mercato che dovrà
anche essere integrato nel quadro normativo generale.
Vi chiediamo dunque di promuovere, con la massima urgenza:
- una REVISIONE DELLA LEGGE BREVETTUALE EUROPEA riguardante
le biotecnologie e la riproduzione delle piante;
- un SOSTEGNO ALLA ELABORAZIONE DI LEGGI MOLTO CHIARE CHE
ESCLUDANO DALLA BREVETTABILITÀ LE PIANTE, GLI ANIMALI
E IL MATERIALE GENETICO, come pure i processi per la riproduzione
delle une e degli altri, e del cibo che con tali processi
si ricava.
Le firme si possono apporre in due modi:
A) cliccando su http://www.no-patents-on-seeds.org/en/recent-activities/sign-now
per l’iscrizione “on line”
(1)
B) cliccando su http://www.keinpatent.de/uploads/media/lett_IT.pdf
per scaricare e stampare la lettera con il relativo modulo
nel quale raccogliere le firme su carta, che dovranno poi
essere inviate all’indirizzo:
”Kein Patent auf Leben!” - Frohschammerstrasse
14 - 80807 Munchen. Germania tel: 0040.(0)172.8963858
Per chiarimenti o informazioni
è possibile contattare (in inglese o tedesco)
Christoph Then: Tel +49 151546380, info@no-patents-on-seeds.org
Kerstin Lanje: Kerstin.Lanje@misereor.de <mailto:Kerstin.Lanje@misereor.de>
Ruth Tippe: Tel + 49 1728963858, rtippe@keinpatent.de.
(1)
NELLA TABELLA inserire:
1 - nome, cognome
2 - indirizzo postale e e-mail
3 -Indicare se si desidera avere altre informazioni (questa
indicazione verrà rimossa prima che le liste siano
presentate pubblicamente)
4 - Firma
5 -Tenetemi informato, per piacere
Con i nostri saluti più cordiali
Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it <equivita@equivita.it>
Sito internet: www.equivita.org
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